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Il Latte d’Asina e la cura della tua pelle

Tutti bravi ad elencare cosa occorre fare per operare una corretta pulizia del viso, ma.. non è forse  meglio cominciare con il chiarire quello che è assolutamente meglio smettere di fare per evitare di rovinare ulteriormente l’equilibrio cutaneo?

Pensiamo un attimo a tutte le sostanze che si appoggiano giornalmente sulla nostra epidermide, dalle  creme solari, ai sieri e agli idratanti: quanti prodotti si accumulano nel tempo? Se aggiungiamo a ciò il  makeup quotidiano e l’inquinamento nel quale siamo immersi, basta un attimo per comprendere  quanto ci sia da pulire ogni sera. Se poi il procedimento è sostanzialmente errato, che danno si può  provocare al nostro viso?

a) In cosa consiste una detersione errata, e quali sono le abitudini da cambiare?

b) La pulizia del viso: come scegliere i migliori detergenti derivati dalla cosmesi naturale?

c) Antiage e antirughe: cosa funziona davvero?

 

 

a) In cosa consiste una detersione errata e quali sono le abitudini da cambiare?

1. Salviette per il viso
Ebbene sì, questa facile e veloce opzione non è la più indicata per la pulizia della propria epidermide. Anzi, è proprio da evitare. Considerato che ogni foglietto è intriso di sostanze chimiche che hanno lo scopo di sciogliere il trucco, la presenza di tensioattivi ed emulsionanti tende senza alcun dubbio ad aggredire la pelle. Senza contare l’abrasione che avviene ad ogni rimozione del mascara, soprattutto per il fatto che avviene in prossimità del delicato contorno occhi.

2. Detergenti solidi applicati sulla pelle tendenzialmente grassa
A molti può sembrare logico applicare una certa pressione per la pulizia della pelle tendenzialmente grassa, optando per l’utilizzo di detergenti con elementi granulari e astringenti “studiati” per rimuovere l’elemento seborroico. Il problema però consiste nel fatto che un’aggressione di questo tipo non solo non è in grado di eliminare il problema, ma è potenzialmente dannosa e in grado di peggiorarlo in quanto la naturale risposta della pelle, quando viene aggredita, è quella di produrre maggior sebo protettivo.

3. Controllo della temperatura dell’acqua
Sfatiamo il mito che un getto d’acqua bollente apra i pori e uno freddo abbia la proprietà di sigillarli: passare repentinamente dal caldo al freddo non farà altro che sottoporre la pelle ad uno stress termico, e quindi la temperatura ideale da mantenere costante è sicuramente quella tiepida.

4. Scrub come se non ci fosse un domani (ed in effetti è un rischio reale)
Lo scrub, una volta effettuato, ha la caratteristica di lasciare la sensazione di una pelle morbida e appena lavata. Ciononostante non è indicato eseguirlo giornalmente, in quanto alla lunga anche una pelle equilibrata ne risentirà. Questa è un’abitudine da eseguire piuttosto una volta alla settimana in modo da evitare uno stress dei pori.

5. Utilizzare la giusta quantità di crema detergente
L’applicazione di detergenti in formulazione cremosa è una sensazione appagante: lenitiva per la pelle secca, spesso se ne applica una dose più che abbondante con l’idea che più ce n’è e maggiore sarà l’assorbimento. In realtà non funziona proprio così, poiché questi detergenti non sono destinati a questa funzione. Semmai, non solo si avrà uno spreco di prodotto, ma si aumenterà pure la quantità di pulizia a carico della superficie epidermica.

6. Non leggere la descrizione degli ingredienti
Generalmente un acquisto avviene poiché l’etichetta o la confezione sono così attraenti che ci si sofferma solamente alle sole promesse di pulizia e detersione. Saltare a piè pari la lista degli ingredienti, però, non solo toglie la possibilità di conoscere il prodotto che si andrà ad applicare sulla propria pelle, ma non si noterà la presenza di sostanze chimiche a cui molti sono allergici.

7. Spendere una follia!
La pulizia è sì fondamentale, ma non dovrebbe costare un’esagerazione! Occorre ricordare che se da un lato “poco si spende, poco si ottiene”, dall’altro la qualità non è sempre sinonimo di costo esagerato. Pertanto è giusto acquistare prodotti che giustificano il loro prezzo per la qualità degli elementi impiegati.

Ecco quindi che l’utilizzo di cosmetici naturali, prodotti da aziende certificate biologiche, contenenti derivati totalmente genuini come quelli impiegati da Dhea Mather nella sua cosmesi a base di latte
’asina, ed applicati nelle dosi indicate non solo sapranno aiutare la pelle a pulirsi e a rigenerarsi in maniera totalmente equilibrata, ma contribuiranno anche ad eliminare l’emersione di tutti quei tratti legati ad uno stress epidermico. Al giusto prezzo!

b) La corretta pulizia del viso: come scegliere i migliori detergenti derivati dalla cosmesi naturale?

Troppo spesso si pensa che la pulizia del viso sia un qualcosa di sbrigativo, un’operazione sommaria che richieda al massimo una spruzzatina d’acqua, la spalmata di qualche prodotto e via, tutto finito. Al di là che non è così semplice come appare, è solamente utilizzando detergenti naturali, certificati e più idonei alla propria tipologia di pelle che si potrà effettuare una pulizia adeguata, limitando così la comparsa dei primi segni propri di una pelle stressata.

Il primo passaggio deve consistere nella pulizia della pelle, da eseguirsi con acqua tiepida e un massaggio accorto dell’epidermide con un detergente delicato, applicato con un movimento circolare e concentrato sulla zona T, lungo la linea della mascella e sull’attaccatura dei capelli.

L’ideale è mantenere un massaggio epidermico per almeno 30 secondi, se poi sarà un minuto è ancora meglio: l’importante è assicurarsi di aver deterso l’area in questione. La rimozione del detergente deve poi avvenire con acqua tiepida, accompagnata con le mani fino al viso. Finire il rito tamponando delicatamente il viso con un asciugamano, assicurandosi di non strofinare, poiché è il momento migliore per rischiare di irritare la pelle.

Il secondo passaggio prevede la stesura del toner preferito usando un batuffolo di cotone o di garza idrofila, ideali per distribuire il prodotto in maniera uniforme e precisa sia sulla T-zone che sull’area
collocata sotto agli occhi. Soprattutto in quest’ultima zona bisogna prestare una particolare delicatezza poiché trattasi di una parte più sottile e delicata rispetto al resto della pelle circostante. Accarezzando questo tratto con una piccola quantità di crema nutriente ed elasticizzante la si coccolerà in modo da prevenire secchezza ed eventuale emersione di rughe espressive.

Al terzo ed ultimo passaggio si prevede l’applicazione di un siero nutritivo, come il Siero di Latte d’Asina di Dhea Mather che, in virtù della sua unica formulazione contenente il 98% di latte d’asina, si presta a nutrire, idratare e rivitalizzare l’epidermide trattata. Il latte d’asina, infatti, annovera tra le sue caratteristiche intrinseche un vero e proprio concentrato di principi nutritivi per la pelle, essendo ricco di proteine, acidi grassi, vitamine A, B1, B2, B6, C, D, E.

Questo siero non solo favorisce la protezione contro gli attacchi infettivi ma, decontraendo le rughe e i primi segni di espressione, rende la pelle più turgida, luminosa e compatta: il primo vero segnale che
l’epidermide è realmente nutrita ed idratata in profondità.

c) Antiage e antirughe: quali le differenze?

Sebbene le denominazioni potrebbero sembrare sinonimi, i prodotti in realtà agiscono in maniera assai differente: mentre la cura antiage ha una formulazione più completa rispetto ai prodotti antirughe, ed è incaricata di svolgere un’azione ad ampio spettro poiché tratta problemi come la carenza di elasticità, la presenza di macchie scure epidermiche e la carnagione opaca, i prodotti antirughe sono specificamente mirati. Proprio come si evince dal nome, sono creme che trattano e levigano i segni già presenti sull’epidermide, come le rughe d’espressione e le zampe di gallina.
Le creme antietà sono formulazioni composte da diversi ingredienti idratanti, nutrienti e antiossidanti, aventi lo scopo di contrastare lo stress derivante dalla vita quotidiana, come l’inquinamento, il fumo, i
raggi UV. Agendo da veri e propri scudi difensivi verso i danni ambientali, queste creme sono alla base di una corretta skincare giornaliera. Per massimizzare l’efficacia dell’intervento l’ideale è propendere per l’acquisto di un prodotto derivato dalla cosmesi naturale, al quale sono stati aggiunti elementi in grado di aumentare l’intervento riparatore.

Un esempio è la Crema VISO ANTI-AGE di Dhea Mather, che con il 78% di latte d’asina, è arricchita dalla presenza di olio di oliva, olii di germe di grano, olio di rosa mosqueta, olio di lentisco ed oleolito di iperico. Grazie alla particolare composizione del latte d’asina, elemento ben tollerato da qualsiasi tipologia di pelle, questa crema antiage idrata, nutre e coadiuva il ringiovanimento cutaneo. Non solo: a questi elementi naturali sono addizionati altri componenti come l’inositolo e il gamma orizanolo (due potenti antiossidanti uniti a proteine nutrienti), nonché le vitamine A (utile per il rinnovamento e l’esfoliazione della pelle), B2, B12 ed E.